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Noli tangere personale del pittore contemporanao Diego Gabriele a Scalvaia (Siena)

Noli Tangere a La Casa Là Farm Gallery

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DIEGO GABRIELE, “NOLI TANGERE”
Casa Là Farm Gallery, Scalvaia (SI)
19 Novembre/November – 18 Gennaio/January 2014
Visite su appuntamento/visits are by appointment
prenotati a/book your visit here: noncresco@gmail.com

http://casalafarmgallery.wix.com/gallery#!exhibitions/cee5

ITA
Diego, 33 anni, è un pittore fiorentino e ha all’attivo numerose esposizioni internazionali. Creativo a tutto tondo ha fondato una casa editrice, si occupa di musica e di stampa satirica.

Il non toccare (noli tangere del titolo) che rimbalza tra la tradizione profana e quella sacra ha come radice comune un senso di autotutela, un desiderio di distanza.
Dal punto di vista artistico non è ovviamente un separarsi dal pubblico, che resta il fruitore finale dell’opera, quanto piuttosto segnare un vallo tra l’arte finalizzata al risultato commerciale e quella inevitabile conseguenza del percorso creativo.
Questa intangibilità è quindi garanzia che qualunque sia il prodotto, l’ispirazione è scevra e libera da condizionamenti coatti.
Siccome nessuno è l’origine di se stesso, tutti siamo debitori del passato e di ciò che ci avviene intorno. Questo discorso ha un peso determinante quando si tratta di creatività. Si pensi al mito del fanciullo di William Blake, al tentativo disperato di preservare il legame che vincola ognuno di noi a quei brevi anni di purezza che l’esperienza immancabilmente degrada.
Chi sono le fanciulle di Diego? È una domanda che ne fa seguire altre: Come nascono? Cosa rappresentano?
A ben osservare sembrano sbirciarci dalle pareti con sguardi mai diretti e comunque indagatori. Nel percorso temporale che parte dalle prime in esposizione(datate 2007-2008), si nota come i percettibili riferimenti alla tradizione fumettistica, con una attenta ricerca di perfezione stilistica e narcisismo, col tempo vadano scemando. Le opere successive (2009-2014) sono collocate storicamente nei primi decenni di inizio Novecento. Quegli anni di ingegno e profonda rivoluzione trasudano di seduzione e di sfida alle retroguardie della morale vittoriana e più in generale al senso del peccato. I riferimenti a Egon Schiele in questi lavori di Diego Gabriele sono evidenti.
Il periodo in cui sono state realizzate corrisponde all’attuale crisi economica e al conseguente crollo dello stato sociale. I segni profondi che iniziano ad apparire sui volti delle ragazze ne sono una chiara testimonianza. La pelle liscia e lucente si fa sempre più cupa, i contorni occhio diventano grinzosi e sofferenti. I soggetti sono sempre adolescenti, ma esibiscono addosso tutto il dolore e la violenza della fase che stiamo attraversando. Questa sorta di ritratto di Dorian Gray implementato, in cui l’opera mostra assieme la giovinezza e la corruzione dell’esperienza, confermano l’intuizione del forte legame con Blake.

Il curatore: Sandro Fracasso
ENG
Diego is a 33 years old florentinian painter who exhibited his works in many solo and collective national and international shows. His multi-level talent led him to be also the founder of a publishing house, a musician and a satyrist.

“Don’t touch”(noli tangere in latin) is an imperative found both in sacred, than in profane traditions, showing the common root of a self safeguard sense and a desired distance.
From an artistic point of view, this doesn’t obviously mean to become separate from the public, which remains the final recipient of the artworks, rather to mark a gap between the art realized following the market rules and the one born as an inevitable consequence of the creative process.
This intangibility is the proof that, whatever it is the product, the inspiration which was behind it was free from influences and compulsions.
Of course, no one is his own origins: everyone owes something to the past and to the context he lives in. This is a fundamental matter, speaking about creativity: think on William Blake’s Child mith and the desperate try to preserve the link which compels us to live a few years in purity and the rest of our life watching how the experience causes its decay.
Who are Diego’s girls? That is a question which leads to other ones: how do they born? What do they represent?
They seem to peep us with their indirect and inquiring glazes. If we watch the exhibited paintings from the earlier ones (2007-2008), we can notice how the references to comic style more and more vanish, with an accurate and narcissistic research of a sylistic perfection. Later works(2009-2014)are inspired by the first decades of XXth Century. That years, where intelligence and revolution were the key words, were fulfilled of sensuality and were characterized by the constant struggle against the common sense of sin and the Victorian moral rearguards. In this sense, Diego’s works references to Egon Schiele are evident.
The period in which the exhibited paintings have been realized correnspond to the present economic crisis and the consequent collapse of welfare. The deep signs drawn on the girls faces are the statement of it. Their smooth and glittery skin become more and more dark, the eyes become wrinkly and suffering. The depicted subjects are all teenagers, but show in their bodies all the pain and the violence we live nowadays. This sort of implemented Dorian Gray’s portrait, in which the artwork shows both the youth and its decay made by the experience, confirms the intuition of a strong connection with Blake work.

The curator: Sandro Fracasso